Doveva ammalarsi, contagiare e poi morire, e invece domenica scorsa (29 gennaio), Djokovic ha ri-vinto gli Australian Open. Ero col cane al parco, tiepidamente deserto, e gongolavo per la vittoria del tennista serbo mentre esuli pensieri si intrecciavano nell’aria.
Quando l’Unione Europea ha sdoganato gli insetti come ingredienti e cibo[1], mi si è aperto un fossato dentro, e poi si è alzato un muro: non ne voglio sapere nulla! Ma il tempo per far finta di non sentire mi sa che è finito.
Da un certo punto di vista – non il nostro – non c’è differenza fra una cavalletta, un gambero, o un passerotto, perché sono tutti ugualmente insignificanti pezzetti di roba morbida e croccante da masticare. In Asia e in Africa mangiano insetti da sempre, in Cina i cani son prelibati, e molti umani in tutto il mondo si sollazzano con ogni sorta di animali, sia vivi che morti. Ma allora perché si sono divisi in pro-insetti e in no-insetti?
Personalmente trovo ingombrante per l’anima – la mia – questa profusione di animalini inseriti in un ipocrita quanto inutile processo che dice di voler migliorare l’impronta ecologica umana creando allevamenti intensivi di animali piccoli onde diminuire gli allevamenti intensivi di animali grandi.
I circa 3000 politici che hanno partecipato al World Economic Forum di Davos, appena concluso, non si sono certo smanicati per dare il buon esempio: il catering ci ha messo circa sette mesi a organizzare colazioni, pranzi, cene e perfino i brodini notturni per chi rientrava infreddolito dalle passeggiate al chiardiluna. Canapè, cucina dal vivo, sushi, menu tradizionali e raffinati, sani ed energetici: il tutto “facendo attenzione alla sostenibilità” grazie all’utilizzo di materie prime del posto e di primissima scelta, fra cui le mucche delle Alpi e i famosi salmoni di Lostallo[2]. Ma… insetti? non pervenuti. Vediamo se nel 2024 saranno più preparati.
Mi fa stare male il pensiero che le dimensioni ridotte di un essere vivente, o la sua insignificanza fisica, possano essere ciò che determina la sua tragica fine; ho parlato degli insetti in un precedente articolo[3], e spesso penso a Gesù che diceva “tutto quello che avrete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, lo avrete fatto a me”[4]. Sì, credo fermamente che non si possa stabilire la gerarchia delle creature da salvare, da aiutare, da mangiare, da ammazzare, da amare: o tutti o nessuno! E noi, principalmente noi vegani, che ci sentiamo appena un po’ più avanti, sulla strada della non-violenza, siamo tutti o siamo nessuno?
L’altra sera, giovedì 26 gennaio, il dottor Stefano Manera in un’intervista[5] ha espresso il suo parere sul valore simbolico dell’introduzione degli insetti nella “nostra” dieta, o nella dieta di alcuni umani: quelli che non hanno (o non vogliono avere) scelta. Come una multa di 250€ per eccesso di velocità in autostrada fa paura solo a chi quei soldi se li suda, nello stesso modo una pizza con farina di insetti la mangerà solo chi non può permettersene altre – salvo avere in casa un televisore da 40 pollici per farsi prendere in giro dal giornalettismo mainstream. Ma questa è un’altra storia.
Il via libera dell’unione europea all’introduzione delle farine con insetti e larve esemplifica una volta di più l’intento di allargare un altro fossato (molto meno mentale del mio) da parte di chi sta al potere. Fino a poche settimane fa, per convincere il popolo del telecomando a sottoporsi a una sperimentazione in vivo si è giocato con emozioni come la paura di morire e/o di perdere il lavoro. Poi è arrivata LA guerra, che vedrà la sua apoteosi a Sanremo.
E ora il colpo di grazia: il piedone del potere si sta abbassando per schiacciare le nostre teste su un piatto pieno di larve: la popolazione del mondo è un gigantesco allevamento in batteria, nutrito con farine di insetti essiccati e tritati – che comunque sono il cibo principale dei nostri animali da compagnia e delle galline ovaiole da almeno 4 anni. E’ il colmo della violenza, travestita da amore caritatevole: lo facciamo per sfamare i popoli più poveri della Terra! Certo, ci crediamo… basta non riesumare i video in cui bruciavano le derrate alimentari per non far crollare i prezzi del mercato, tanto “è dell’inferno dei poveri che è fatto il paradiso dei ricchi”[6].
Anche se la chitina di cui sono costituiti non è cancerogena come si legge in rete (altrimenti si ammalerebbe anche chi mangia gamberi e funghi, che la contengono), e per quanto i vegani cerchino e cercheranno di starne alla larga, va considerato che gli insetti portano virus, batteri e parassiti che potrebbero causare patologie, anzi: epidemie!
Chi ce lo dice, che dove vengono allevati gli insetti è tutto sanitizzato, messo in sicurezza, tracciabile? Soprattutto ora che la pandemia ha modificato significativamente le nostre vite, come facciamo a sapere quanto è sana la cena che i nuovi schiavi, i rider, ci portano a casa quando piove?
Le truffe alimentari ci sono sempre state, ma il rischio cresce esponenzialmente, dunque stiamo attenti, tanto, tutti.
Cercherò di non accettare supinamente qualsiasi idea, suggerimento, pretesa proveniente da influencer, presentatori, presidenti. Leggerò sempre le etichette[7], anche le virgole. Magari mi farò un orto.
Soprattutto siate sempre capaci di sentire nel profondo di voi stessi ogni ingiustizia commessa contro chiunque in qualsiasi parte del mondo (Che Guevara)
Tempo fa in una caverna del monte Povlen, in Serbia, è stato scoperto un artropode le cui caratteristiche di velocità, forza e capacità di sopravvivere in un ambiente ostile lo hanno fatto battezzare Duvalius djokovici, in onore di Nole e del suo stile di vita. In un suo post su Instagram[8], il dottor Nikola Vesović ha scritto:
“per più di 15 anni, quest’uomo ha rallegrato l’intera nazione, ci ha resi orgogliosi, ed è diventato un membro delle nostre famiglie. Non solo è il più grande ambasciatore serbo nel mondo: è anche il più grande tennista di tutti i tempi e uno dei migliori atleti di sempre. Ho l’onore e il piacere di annunciare la scoperta di una nuova specie di insetti nella Serbia occidentale, finora sconosciuta. E’ un coleottero (Coleoptera, Carabidae) cieco che vive sottoterra e si trova in una cava nella città di Ljubovija. Questa specie è stata descritta dal punto di vista scientifico nella rivista “Annales Zoologici Fennici”. Per dimostrare la nostra gratitudine e il desiderio di ricambiare Novak come possiamo, abbiamo deciso di dare il suo nome a questa nuova specie: 𝘿𝙪𝙫𝙖𝙡𝙞𝙪𝙨 𝙙𝙟𝙤𝙠𝙤𝙫𝙞𝙘𝙞. Grazie, Novak. Da parte degli scopritori della nuova specie, Dott. Nikola Vesović”
Isabella Ciapetti Progetto Vivere Vegan
[1] C’è il regolamento 2023/5 della Commissione europea (Gazzetta Ufficiale del 3/1/2023), ma non è l’unico [2] https://monocle.com/radio/shows/the-menu/562/ [3] https://www.viverevegan.org/minuscoli-breve-viaggio-nel-mondo-degli-insetti/ [4] Vangelo di Matteo 25,31-46 [5] https://youtu.be/1xhMc5ea7sE [6] Victor Hugo in L’uomo che ride, 1869 [7] per ora gli insetti “autorizzati” sono i grilli (Acheta domesticus), le cavallette (Locusta migratoria) e le farfalline della farina (Tenebrio molitor); in via di accettazione anche le larve del verme della farina minore (Alphitobus diaperinus) [8] https://www.instagram.com/p/CjZyfySqq6v/
Traduce con giudizio da inglese e danese. Cerca tracce di amore per gli animali dentro ai fatti e alla letteratura.