Said, il pet detective che si traveste da cespuglio e ritrova gli animali con droni e visori termici - Informazioneonline.it

2023-02-22 16:58:48 By : Z summer

Droni, foto-trappole, visori notturni e termici, videocamere-sonda e trappole telecomandante da innescare a distanza. È questo l’arsenale di Said Beid, l’ex fantino professionista con la passione per gli animali che da qualche anno è diventato un “Pet detective” rinomato in tutta la Lombardia. Recupera animali in difficoltà, selvatici o domestici, ma anche cani e gatti smarriti per i quali viene assoldato dai padroni. Un investigatore privato a tutti gli effetti, insomma, che si muove dalla Brianza, e in particolare da Villasanta, alle porte di Monza, per i casi più complessi, con la sua cagnolina molecolare Adele, «lei è molto socievole ed è utile quando ho a che fare con animali timorosi con l’essere umano», racconta il padrone. Mettici che, tra i travestimenti, c’è pure il classico cespuglio, cult da cartoni animati, e Said diventa il protagonista perfetto di una serie Netflix.

Dietro la sua attività, però, non c’è improvvisazione, anzi, c’è un’esperienza di decenni nel trattare con gli animali, oltre a un’inclinazione personale e alla qualifica di addestratore cinofilo che lo porta spesso ad aiutare i casi difficili nei canili. «Già da bambino in Marocco – racconta – mi venivano a cercare ogni volta che c’era un animale in difficoltà. Io li calmo, so come prenderli per riuscire a salvarli dalle situazioni difficili». Ormai le principali associazioni del territorio lo sanno e lo contattano. Così come i padroni che perdono i loro amici a quattro zampe.

«La prima cosa che chiedo quando qualcuno mi contatta è di parlarmi del loro animale – spiega – perché il carattere è importante per me per capire come può essersi mosso. Ci sono gatti che tendono ad allontanarsi e altri che vale la pena cercare nei paraggi». Fa sorridere, ma per Said è una questione di psicologia, cerca di immaginare il comportamento degli animali e parte alla ricerca. Una ricerca che talvolta richiede giorni. Il caso di Barnaba, un cane randagio nelle zone rurali del Monferrato (Breme), lo ha visto impegnato con Adele che è riuscita a fare amicizia con lo schivo esemplare, malato e bisogno di cure. Ma imprendibile. Tre giorni di lavoro e poi il recinto telecomandato, attivato a distanza. Così è stato possibile curare il cane che poi, per restare sulle cicche da cinema, è stato adottato dal sindaco del paese.

DAL CANE CORSO A LUKY

A Monza ha fatto notizia la storia del cane corso ritrovato dopo 6 mesi, pelle e ossa, con una corda al collo. Era sopravvissuto rifugiandosi in una cava vicino al cimitero e rubacchiando cibo ai gatti di una colonia curata da volontari.

Nel cuore di Said c’è anche la storia di Luky, il cane caduto in un canale e rimasto imprigionato tra i rovi, con quasi tutto il corpo immerso nell’acqua. C’è restato due giorni, i vigili del fuoco, con le indicazioni della padrona, non riuscivano a trovarlo. Said è intervenuto con Adele che gli ha indicato il punto esatto, «avevo la faccia piena di tagli perché la vegetazione era impraticabile – ricorda sorridendo l’ex fantino – ma alla fine ce l’ho fatta. Era tutto contento e quando siamo arrivati al parcheggio è svenuto. Oggi sta benone».

E poi c’è stata la volta dei cavalli, anni fa, in provincia di Torino. «Facevo il fantino e vivevo con mia sorella a Carmagnola – racconta – i sei cavalli facevano impazzire le autorità, in giro per le strade. Non è stato facile, ma è servito capire quale fosse il capobranco e riuscire a catturare quello. Tutti gli altri lo hanno seguito». Con l’applauso della polizia locale del posto. Said non è restio a raccontare i suoi segreti del mestiere, anche perché strumenti tecnologici e travestimenti non bastano, ci vuole quello spirito, quell’assenza di paura anche di fronte agli animali più aggressivi, che c’è poco da fare: ce l’hai o non ce l’hai.

Valeria Pinoia di Mbnews.it

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