Disteso su un letto sepolto dalle macerie. I soccorritori: «Così abbiamo trovato Angelo Zen» | Corriere.it

2023-02-22 17:38:50 By : Ms. Christine Ma

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A dieci giorni dal terremoto, il sessantenne tecnico vicentino è stato trovato dai vigili del fuoco italiani  giunti in Turchia. Probabilmente stava dormendo quando si è scatenato il sisma

Angelo Zen è morto, inghiottito dal terremoto che ha sconvolto l’Anatolia undici giorni fa. Le ultime speranze si sono spente alle 17 del 16 febbraio (le 19 in Turchia), quando le squadre italiane dei vigili del fuoco e le unità cinofile del soccorso alpino della guardia di finanza hanno individuato il corpo senza vita del tecnico vicentino (che da qualche anno abitava a Martellago, in provincia di Venezia) tra i resti dell’hotel Saffron a Kahramanmaras, la metropoli da un milione di abitanti epicentro del sisma. Il corpo era steso sul materasso, sommerso dalle macerie: probabilmente Zen stava dormendo quando è arrivata la scossa. 

Aveva 60 anni e si trovava in Turchia solo da qualche giorno per motivi di lavoro, visto che la sua azienda si occupa di commercializzare e manutenere macchinari per la produzione orafa. «Non se l’è andata a cercare, è stata solo sfortuna» riflette il figlio Leonardo. La famiglia, a cominciare dalla moglie Patrizia, è stata informata appena avuta la conferma che la salma recuperata era proprio quella Zen. «Vogliamo ringraziare la Farnesina che in questi giorni ci è sempre stata vicina» aggiunge Mirco, l’altro figlio del tecnico. È stato proprio il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a dare la notizia: «Abbiamo già provveduto, attraverso la nostra ambasciata in Turchia, ad avviare le procedure di rientro della salma in Italia. Mi stringo al dolore dei suoi cari». Parole di cordoglio anche dal governatore Luca Zaia: «Per tutto questo tempo abbiamo desiderato una soluzione positiva. Ma il filo di speranza che Angelo Zen fosse scampato al terremoto si è spezzato».

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 A estrarre il corpo è stata un’unità di soccorso turca, ma l’individuazione è merito degli uomini del team Usar - l’Unità di ricerche e salvataggio - dei vigili del fuoco e della guardia di finanza, partiti dall’Italia subito dopo il sisma per aiutare le popolazioni colpite. «Il nostro campo base è lontano da Kahramanmaras ma lunedì ci è arrivata la richiesta, da parte della nostra ambasciata, di spedire del personale nella città per partecipare alle ricerche del nostro connazionale disperso» racconta Marco Borrello, vigile del fuoco di Pordenone che ieri ha preso parte alle operazioni. «Appena arrivati abbiamo raccolto informazioni preziosi, a cominciare dalla planimetria dell’hotel e dal numero della camera in cui alloggiava Zen: la 211, al secondo piano». I cani del Soccorso alpino della guardia di finanza hanno subito fiutato la presenza di persone sotto le macerie, portando al recupero di alcune salme. «Con l’uso dell’escavatore abbiamo spostato le macerie, orientandoci con le targhette delle camere. Siamo arrivati al quarto piano, e abbiamo trovato delle vittime. Mercoledì i cani hanno di nuovo fiutato qualcosa e oggi siamo arrivati a scavare nell’area giusta». I vigili del fuoco hanno trovato i resti di due clienti turchi dell’hotel e, poco dopo, la salma di Zen che è stata riconosciuta dalle foto e da alcuni oggetti personali. «Era ancora steso sul letto - conclude Borrello - siamo molto dispiaciuti per lui. L’unica consolazione è che almeno abbiamo restituito alla famiglia un corpo su cui piangere».

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